Costa poco, dura poco, vale poco

Rispecchiano le tendenze e costano poco.

In altre parole, soddisfano la nostra voglia di piacere (e di piacerci), senza scatenare fastidiosi sensi di colpa. E allora perché mai dovremmo dire di no a jeans, borse e camicette a prezzi stracciati?

«Non dobbiamo rinunciarci del tutto, ma imparare a fare acquisti consapevoli»

Una delle strategie di catene come H&M, Zara e Primark, infatti, è farci trovare nei negozi sempre qualcosa di nuovo. Le collezioni non seguono più il criterio della stagionalità: ogni settimana ci sono vestiti mai visti prima, Lo fanno per spingerci a pensare che ci sia sempre qualcosa che manca nel nostro guardaroba.

2 regole per uno shopping sostenibile

↘ Di fronte a un vestito a prezzo stracciato, fatti un paio di domande: “Mi sta bene davvero?”. “Lo metterò più di 2 o 3 volte?”. Se una delle due risposte è un no, lascia perdere.

↘ Anche se è costato poco, un capo d’abbigliamento va tenuto con cura. Lavarlo come capita, tanto se si rovina lo butti via, fa male al Pianeta: aumenta la mole di rifiuti tessili.

Per i nostri bimbi vale il medesimo ragionamento.

Anche io compro leggings e magliette per 4 soldi da usare al nido, penso sia normale ed è più che ragionevole che vi siano case produttrici che ci permettono di non spendere una follia per indumenti che vanno in lavatrice 10 volte la settimana e che vengono super maltrattati.

Però bisogna pensare che gli indumenti sono a contatto con la pelle tutto il giorno, se sono di bassa fattura possono provocare pruriti, macchie, allergie.

Ci vuole equilibrio, soprattutto oggi bisogna pensare a come spendere e per cosa.


Condividi questo post


Lascia un commento